Gastroplastica verticale: in cosa consiste e quando serve

Mag 3, 2022 | Chirurgia

Esistono differenti tecniche per eseguire l’intervento e la gastroplastica verticale secondo Mason è una di queste. In cosa consiste? Viene creata una tasca separando la sezione dalla restante parte dello stomaco tramite una sutura, senza tagli, e un anello in materiale sintetico.

Gastroplastica verticale secondo Mc Lean

Una seconda tecnica è la gastroplastica verticale secondo Mc Lean. Differentemente dalla precedente, la tasca viene creata da un taglio e poi cucita tramite suturatrice con utilizzo di un bendaggio di rinforzo. Questo limita notevolmente la possibilità che ci siano cedimenti della sutura e garantisce una migliore riuscita dell’intervento. In questo caso, si può intervenire in laparoscopia.

Gastroplastica verticale vantaggi e svantaggi

Come per ogni tipologia di intervento, esistono vantaggi e svantaggi che devono essere accuratamente analizzati e portati all’attenzione del paziente. Eccone alcuni.

Vantaggi

Ecco i principali vantaggi di questa tipologia di interventi di chirurgia bariatrica:

  • grande calo ponderale a seguito dell’operazione;
  • facilità di esecuzione dell’intervento;
  • esecuzione in laparoscopia nel caso di tecnica Mc Lean e breve degenza ospedaliera;
  • basso rischio operatorio;
  • nessuna alterazione o interferenza dei processi digestivi;
  • complicazioni nel lungo termine pressoché inesistenti.

Svantaggi

Esistono anche alcuni svantaggi direttamente relazionati a questo tipo specifico di intervento:

  • il paziente deve necessariamente sottoporsi a un regime dietetico idoneo e rigoroso;
  • l’inversione è un processo molto difficile anatomicamente parlando;
  • la tasca potrebbe allargarsi laddove il paziente mangi eccessivamente.

Gastroplastica verticale complicanze

Le complicanze della gastroplastica verticale includono il vomito e l’allargamento della tasca con conseguente aumento del cibo ingerito e di peso. Infatti, se il paziente ha l’abitudine di ingerire il cibo troppo velocemente o bocconi troppo grandi, potrebbe spesso finire per vomitare. Ecco perché una delle raccomandazioni post operazione è quella di masticare molto lentamente e di ingerire piccoli bocconi di cibo. 

Inoltre, a motivo di un aumento della pressione esercitata all’interno della tasca, la sutura potrebbe cedere e portare il paziente a mangiare in misura maggiore, recuperando velocemente il peso perso precedentemente.

Complicanze intraoperatorie e postoperatorie

Alcuni rari rischi e complicanze relative alla fase operatoria riguardano emorragie, perforazioni e lesioni addominali. Mentre le principali complicanze che potrebbero insorgere nel mese successivo all’intervento sono le seguenti:

  • vomito (in alcuni casi con sangue);
  • scarso appetito;
  • difficoltà respiratoria;
  • occlusione intestinale;
  • apertura della cucitura (fistola gastrica);
  • embolia polmonare;
  • infezione della ferita.

Potrebbero presentarsi delle complicazioni anche a lungo termine, spesso risolvibili con un secondo intervento chirurgico:

  • comparsa di reflusso gastroesofageo;
  • dilatazione della tasca gastrica creata;
  • potrebbe crearsi una fistola gastrica;
  • la cicatrice potrebbe restringersi e causare spesso vomito;
  • la benda utilizzata potrebbe logorare una parte di parete dello stomaco.

Gastroplastica verticale: uno degli interventi di chirurgia bariatrica più efficaci? 

È stato riscontrato che la gastroplastica verticale, nella maggior parte dei casi, abbia aiutato i pazienti a perdere in breve tempo circa il 50% del loro peso iniziale, poi recuperato nel corso degli anni e in associazione di alcuni fastidi. Molti luminari della chirurgia bariatrica indicano che, a confronto, l’intervento di sleeve gastrectomy in laparoscopia sia più raccomandabile e abbia un’efficacia maggiore.

Naturalmente, visto che il successo dell’operazione dipende molto dalla collaborazione del paziente, sarà comunque il Medico Chirurgo a indicare allo stesso quale sia l’intervento potenzialmente più efficace nel suo caso specifico.

Il dott Giuseppe Iovino

Il dott. Michele Giuseppe Iovino si occupa della diagnosi e della terapia chirurgica dell'Obesità patologica. Già Dirigente Chirurgo dell’Ospedale Cardarelli è tutor per la formazione degli specializzandi in Chirurgia Generale dell’Università Federico II di Napoli. Ha fondato il Centro vesuviano per la diagnosi e cura dell’obesità e delle malattie oncologiche e funzionali dell’apparato digerente. BIO COMPLETA