Se segui le novità sui farmaci per l’obesità, avrai sentito parlare di CagriSema, una terapia sperimentale che combina due principi attivi: semaglutide (il componente di Wegovy e Ozempic) e cagrilintide, un analogo dell’amilina. Questa combinazione dual-agonist rappresenta l’approccio di nuova generazione nel trattamento farmacologico dell’obesità, mirando a due vie metaboliche distinte per ottenere una perdita peso sostenuta. I risultati degli studi clinici di fase 3 (REDEFINE 1 e 2) pubblicati nel 2025 mostrano che CagriSema induce una riduzione ponderale media del 20-22% nei pazienti senza diabete e del 13-15% in quelli con diabete tipo 2. In questo articolo esploriamo il meccanismo d’azione innovativo di CagriSema, i dati clinici disponibili, quando sarà disponibile in Italia e per quali pazienti potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica.
Cos’è CagriSema e Come Funziona il Meccanismo Dual-Agonist
CagriSema è un farmaco sperimentale sviluppato da Novo Nordisk che combina in un’unica iniezione settimanale due principi attivi complementari: semaglutide 2,4 mg e cagrilintide 2,4 mg. L’innovazione sta nell’approccio dual-agonist, che agisce simultaneamente su due sistemi ormonali distinti coinvolti nella regolazione dell’appetito e del metabolismo.
Il primo componente, la semaglutide, è un agonista del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide-1) già noto e utilizzato con successo nel trattamento dell’obesità e del diabete tipo 2. La semaglutide agisce principalmente a livello ipotalamico, riducendo l’appetito, rallentando lo svuotamento gastrico, aumentando la produzione di insulina e riducendo quella di glucagone. Questi meccanismi si traducono in un miglior controllo glicemico e in una riduzione dell’introito calorico.
Il secondo componente, la cagrilintide, rappresenta la vera novità. Si tratta di un analogo a lunga durata dell’amilina, un ormone pancreatico co-secreto con l’insulina dopo i pasti. L’amilina naturale induce sazietà agendo sia sulle regioni omeostatiche del tronco encefalico (riducendo la fame fisiologica) sia su quelle edoniche cerebrali (diminuendo il piacere associato al cibo). La cagrilintide è un agonista duale dei recettori dell’amilina e della calcitonina, con un profilo farmacocinetico ottimizzato per la somministrazione settimanale grazie all’acilazione che ne prolunga l’emivita.
La razionale della combinazione risiede nell’azione sinergica sui diversi aspetti della regolazione del peso corporeo. Mentre il GLP-1 agisce prevalentemente sull’appetito omeostatico e il metabolismo glucidico, l’amilina interviene anche sulla componente emotiva dell’alimentazione e sul controllo dello svuotamento gastrico attraverso vie nervose distinte. Questa complementarietà dei meccanismi potrebbe spiegare i risultati clinici ottenuti, che mostrano una perdita peso maggiore rispetto ai singoli componenti usati separatamente.
Risultati degli Studi Clinici REDEFINE 1 e REDEFINE 2
I dati di efficacia di CagriSema provengono principalmente da due ampi studi clinici di fase 3, REDEFINE 1 e REDEFINE 2, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine nel giugno 2025 e presentati al congresso dell’American Diabetes Association.
Lo studio REDEFINE 1 ha arruolato 3.417 adulti senza diabete con indice di massa corporea (BMI) di almeno 30 kg/m², o di almeno 27 kg/m² in presenza di comorbidità correlate all’obesità come ipertensione o dislipidemia. I partecipanti, con un peso medio iniziale di 107 kg, sono stati randomizzati a ricevere per 68 settimane CagriSema, cagrilintide da sola, semaglutide da sola o placebo, tutti in combinazione con interventi sullo stile di vita.
I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con CagriSema hanno ottenuto una riduzione ponderale media del 20,4% a 68 settimane, rispetto al 14,9% con semaglutide da sola, all’11,5% con cagrilintide da sola e al 3% con placebo. Analizzando i dati dei pazienti che hanno aderito completamente al trattamento (analisi per protocollo), la perdita peso con CagriSema è salita al 22,7%, con il 40,4% dei partecipanti che ha raggiunto una riduzione di almeno il 25% del peso corporeo iniziale.
Lo studio REDEFINE 2 ha valutato CagriSema in una popolazione più complessa: 1.206 adulti con obesità o sovrappeso (BMI ≥27 kg/m²) e diabete tipo 2 già in trattamento con uno o tre antidiabetici orali. Questa popolazione, notoriamente più difficile da trattare con i farmaci per la perdita peso, ha mostrato risultati comunque significativi. Dopo 68 settimane, la riduzione ponderale media è stata del 13,7% con CagriSema rispetto al 3,4% con placebo, con l’83,6% dei pazienti che ha raggiunto almeno il 5% di perdita peso.
Un aspetto rilevante riguarda il controllo glicemico nei pazienti diabetici: l’emoglobina glicata si è ridotta di 2 punti percentuali con CagriSema rispetto a una riduzione minima con placebo, e l’80,7% dei pazienti trattati ha raggiunto valori di HbA1c ≤6,5% (obiettivo terapeutico per la remissione del diabete), contro solo il 12,2% nel gruppo placebo. Il monitoraggio glicemico continuo ha documentato che i pazienti in CagriSema trascorrevano l’89% del tempo nel range glicemico ottimale, contro il 46% del placebo.
È importante sottolineare che solo il 57-60% dei partecipanti agli studi ha raggiunto la dose massima di 2,4 mg per entrambi i componenti. Questo dato ha sollevato discussioni sulla necessità di protocolli di titolazione più graduali e flessibili, che verranno implementati negli studi successivi attualmente in fase di avvio.
Cagrilintide: L’Amilina Come Nuovo Bersaglio Terapeutico
Per comprendere l’innovazione rappresentata da CagriSema, è utile approfondire il ruolo dell’amilina nel controllo del peso corporeo. L’amilina è un ormone peptidico di 37 aminoacidi co-secreto con l’insulina dalle cellule beta pancreatiche in risposta all’assunzione di nutrienti. La sua funzione principale è quella di modulare la sazietà e il metabolismo post-prandiale attraverso diversi meccanismi.
A livello del sistema nervoso centrale, l’amilina si lega a recettori specifici nell’area postrema e nel nucleo del tratto solitario del tronco encefalico, regioni cruciali per il controllo dell’appetito e della sazietà. Questa azione centrale riduce sia la fame omeostatica (il bisogno fisiologico di cibo) sia quella edonica (il desiderio di cibo palatable, gratificante). Studi preclinici hanno dimostrato che l’amilina modula anche l’attività del sistema dopaminergico mesolimbico, riducendo la componente di reward associata all’alimentazione.
A livello periferico, l’amilina rallenta lo svuotamento gastrico in modo complementare ma meccanicisticamente distinto dal GLP-1, sopprime la secrezione post-prandiale di glucagone (prevenendo l’iperglicemia) e favorisce il senso di pienezza gastrica. Un aspetto interessante emerso da studi recenti riguarda l’effetto dell’amilina sull’adattamento metabolico, il fenomeno per cui l’organismo riduce il dispendio energetico in risposta alla restrizione calorica, ostacolando la perdita peso. Dati su modelli animali suggeriscono che l’amilina potrebbe preservare il metabolismo energetico durante il dimagrimento, prevenendo circa un terzo della riduzione metabolica tipicamente osservata con la sola restrizione calorica.
La cagrilintide rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al pramlintide, l’unico altro analogo dell’amilina approvato (per il diabete, non per l’obesità). Il pramlintide richiede tre iniezioni giornaliere e induce perdite peso modeste (3-5%). La cagrilintide, grazie all’acilazione con una catena di acidi grassi, ha un’emivita prolungata che consente la somministrazione settimanale e mantiene concentrazioni plasmatiche stabili, ottimizzando l’efficacia sulla riduzione dell’appetito e del peso corporeo.
A Chi È Indicato CagriSema: Criteri di Idoneità
Sulla base dei criteri di inclusione degli studi clinici e delle indicazioni preliminari del produttore, CagriSema è stato studiato per adulti con obesità o sovrappeso significativo in presenza di comorbidità metaboliche. I criteri specifici includono:
Pazienti senza diabete con BMI ≥30 kg/m², o BMI ≥27 kg/m² in presenza di almeno una condizione correlata al peso come ipertensione arteriosa, dislipidemia, malattie cardiovascolari, apnee ostruttive del sonno, steatosi epatica non alcolica. Questi sono i pazienti che hanno partecipato allo studio REDEFINE 1 e nei quali si sono osservate le perdite peso più consistenti, fino al 22-23% nei soggetti aderenti al protocollo.
Pazienti con diabete tipo 2 e BMI ≥27 kg/m² già in trattamento con antidiabetici orali (metformina, inibitori SGLT-2, o altri) che necessitano sia di un miglior controllo glicemico sia di una perdita peso significativa. Questa popolazione, studiata in REDEFINE 2, rappresenta un bisogno clinico importante poiché i pazienti diabetici tipicamente rispondono meno ai farmaci per la perdita peso rispetto ai non diabetici.
È importante sottolineare che CagriSema non è ancora approvato da alcuna agenzia regolatoria e pertanto al momento non può essere prescritto. Una volta ottenuta l’approvazione, le indicazioni precise saranno definite dalle agenzie regolatorie (FDA negli Stati Uniti, EMA in Europa, AIFA in Italia) sulla base del dossier presentato dal produttore e potrebbero differire leggermente dai criteri degli studi clinici.
Come per tutti i farmaci GLP-1 agonisti, esistono controindicazioni che è ragionevole anticipare anche per CagriSema: storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide, neoplasia endocrina multipla di tipo 2, pancreatite acuta pregressa, grave gastroparesi, insufficienza renale severa, gravidanza e allattamento. La valutazione dell’idoneità al trattamento deve sempre essere effettuata da uno specialista (diabetologo, endocrinologo, medico specializzato in obesità) che consideri il profilo clinico complessivo del paziente, la storia di risposte a trattamenti precedenti e la capacità di aderire a un protocollo di titolazione graduale del dosaggio.
Effetti Collaterali e Tollerabilità di CagriSema
Il profilo di sicurezza di CagriSema osservato negli studi REDEFINE è coerente con quello della classe dei GLP-1 agonisti, con alcune specificità legate alla presenza di cagrilintide. Gli effetti collaterali più comuni sono di natura gastrointestinale e includono nausea, vomito, diarrea, costipazione e dolore addominale.
Nello studio REDEFINE 1 (pazienti senza diabete), il 79,6% dei partecipanti trattati con CagriSema ha riportato eventi avversi gastrointestinali, rispetto al 39,9% del gruppo placebo. Nello studio REDEFINE 2 (pazienti diabetici), queste percentuali erano del 72,5% nel gruppo CagriSema versus 34,4% nel placebo. È importante sottolineare che nella grande maggioranza dei casi (oltre il 90%) questi disturbi sono stati classificati come di intensità lieve o moderata e tendono a diminuire nel tempo con la prosecuzione del trattamento.
La nausea è l’effetto collaterale più frequente, riportato dal 47% dei pazienti nei primi mesi di terapia. Questo sintomo tende a essere più pronunciato durante le fasi di escalation della dose e generalmente si attenua entro 4-8 settimane dall’inizio del trattamento o dall’aumento posologico. Strategie di gestione includono la titolazione più graduale, l’assunzione di pasti piccoli e frequenti, l’evitare cibi grassi o speziati e, se necessario, l’uso temporaneo di antiemetici.
Un aspetto che ha attirato l’attenzione è il fatto che solo il 57-60% dei partecipanti agli studi ha raggiunto la dose massima di 2,4/2,4 mg. Le ragioni di questo dato includono non solo gli effetti collaterali (che hanno portato a interruzioni nel 7-10% dei casi), ma anche un protocollo di studio che prevedeva la possibilità di ridurre la dose in caso di buona risposta ponderale con dosaggi inferiori. Questo suggerisce che per alcuni pazienti dosi intermedie potrebbero essere sufficienti e meglio tollerate.
Gli eventi avversi gravi sono stati rari e simili tra i gruppi di trattamento. Non sono stati riportati casi di pancreatite acuta o tumori della tiroide negli studi REDEFINE, anche se la durata relativamente limitata (68 settimane) non consente di escludere completamente rischi a lunghissimo termine. I tassi di ipoglicemia sono stati bassi anche nei pazienti diabetici, sebbene leggermente superiori rispetto al placebo (6% vs 3,3% per episodi di livello 2-3), gestibili con l’adeguamento della terapia antidiabetica concomitante.
Novo Nordisk sta pianificando uno studio di fase 3 più lungo (REDEFINE 11) che utilizzerà protocolli di dosaggio più flessibili, consentendo aumenti e riduzioni personalizzate in base alla tollerabilità individuale e alla risposta ponderale. Questo approccio dovrebbe ottimizzare il rapporto beneficio-rischio e massimizzare la percentuale di pazienti che raggiungono e mantengono dosi efficaci.
Quando Sarà Disponibile CagriSema in Italia
Una delle domande più frequenti riguarda la tempistica di disponibilità di CagriSema per i pazienti italiani. È importante gestire le aspettative comprendendo il complesso iter regolatorio che un nuovo farmaco deve attraversare prima di poter essere prescritto.
Il processo di revisione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) richiede tipicamente 12-18 mesi dalla presentazione del dossier. Assumendo una presentazione nel primo trimestre 2026 e un iter di revisione standard, l’approvazione europea potrebbe arrivare indicativamente nella seconda metà del 2027. Successivamente, AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) dovrà valutare il farmaco per l’inserimento nel prontuario nazionale e definire l’eventuale rimborsabilità, processo che richiede ulteriori 6-12 mesi.
Sulla base di questa timeline, una stima realistica per la disponibilità di CagriSema in Italia si colloca nel 2027-2028, a condizione che gli studi soddisfino i requisiti delle agenzie regolatorie. Analisti finanziari citati da fonti come Morningstar prevedono il lancio commerciale di CagriSema in Europa non prima del 2027.
È fondamentale sottolineare che queste sono proiezioni basate sulle informazioni attualmente disponibili e potrebbero subire variazioni. Fattori che potrebbero influenzare la timeline includono: l’esito dell’iter regolatorio (che potrebbe richiedere dati aggiuntivi), problemi di approvvigionamento (già segnalati da Novo Nordisk per la produzione delle penne iniettabili), decisioni di prezzo e rimborsabilità che variano tra i diversi paesi europei.
Nel frattempo, i pazienti con obesità grave hanno a disposizione altre opzioni terapeutiche già approvate, inclusi farmaci GLP-1 agonisti come semaglutide (dove disponibile con indicazione obesità), liraglutide, e per chi risponde ai criteri clinici, la chirurgia bariatrica metabolica che rimane il trattamento più efficace e duraturo per l’obesità grave con comorbidità.
CagriSema nel Contesto delle Terapie per l’Obesità
CagriSema si inserisce in un panorama terapeutico dell’obesità in rapida evoluzione, caratterizzato dall’emergere di farmaci sempre più efficaci basati su ormoni intestinali. Comprendere il posizionamento di CagriSema rispetto alle altre opzioni disponibili o in sviluppo aiuta a inquadrare meglio il suo potenziale ruolo clinico.
I farmaci attualmente approvati per l’obesità includono gli agonisti GLP-1 (semaglutide 2,4 mg, liraglutide 3 mg) e i dual-agonisti GLP-1/GIP (tirzepatide). Questi farmaci hanno dimostrato efficacia crescente, con perdite peso medie che vanno dal 5-10% con liraglutide, al 10-15% con semaglutide, fino al 15-22% con tirzepatide negli studi clinici. CagriSema, con i suoi risultati del 20-22% nei pazienti senza diabete, si colloca in questo range di efficacia elevata.
Ciò che distingue CagriSema da tirzepatide non è necessariamente una maggiore efficacia assoluta, ma il meccanismo d’azione differente. Mentre tirzepatide combina GLP-1 e GIP (entrambi incretine intestinali che agiscono su vie parzialmente sovrapposte), CagriSema combina GLP-1 e amilina (che agiscono su sistemi biologici distinti). Questa differenza meccanicistica potrebbe tradursi in profili di risposta diversi: alcuni pazienti potrebbero rispondere meglio a una combinazione piuttosto che all’altra, aprendo la strada a una terapia più personalizzata dell’obesità.
Uno studio testa-a-testa tra CagriSema e tirzepatide (trial REDEFINE 4) è attualmente in corso e fornirà confronti diretti di efficacia e tollerabilità, aiutando a definire meglio il posizionamento clinico dei due farmaci. È importante sottolineare che l’obiettivo della ricerca non è identificare un farmaco “vincitore”, ma piuttosto ampliare le opzioni terapeutiche per adattarsi alla variabilità individuale nella risposta ai trattamenti.
Oltre CagriSema, sono in sviluppo altre combinazioni multi-agonist: amycretina (singola molecola che agisce sia come GLP-1 sia come amilina), retatrutide (tri-agonista GLP-1/GIP/glucagone), e altri. Questo sottolinea come la strategia terapeutica si stia spostando dalla mono-terapia verso combinazioni razionali di ormoni che agiscono su vie complementari, mimando la complessità dei sistemi biologici di controllo del peso corporeo.
Per i pazienti con obesità grave (BMI ≥35 con comorbidità o ≥40), la chirurgia bariatrica metabolica rimane un’opzione fondamentale e spesso la più efficace. Gli interventi come la sleeve gastrectomy o il bypass gastrico inducono perdite peso medie del 25-35% e tassi di remissione delle comorbidità (diabete, ipertensione, apnee del sonno, steatosi epatica) superiori a quelli ottenibili con i farmaci attuali. La chirurgia metabolica e la farmacoterapia avanzata non devono essere viste come alternative contrapposte, ma come strumenti complementari nell’armamentario terapeutico dell’obesità, da utilizzare in modo personalizzato in base al profilo clinico, alle preferenze del paziente e alla risposta ai trattamenti.
Domande Frequenti su CagriSema
CagriSema è già disponibile in Italia?
No, CagriSema è attualmente in fase di sperimentazione clinica e non è ancora stato approvato da alcuna agenzia regolatoria. Novo Nordisk prevede di presentare la richiesta di approvazione all’EMA nel primo trimestre 2026. Considerando i tempi standard di revisione regolatoria, la disponibilità in Italia è stimata non prima del 2027-2028. Nel frattempo, esistono altre terapie approvate per l’obesità che il tuo medico specialista può valutare.
Quanto peso si può perdere con CagriSema?
Negli studi clinici REDEFINE, i pazienti senza diabete che hanno aderito completamente al trattamento hanno perso in media il 22,7% del peso corporeo in 68 settimane (circa 16 mesi). Questo significa che una persona di 100 kg potrebbe perdere circa 23 kg. I pazienti con diabete tipo 2 hanno ottenuto perdite peso leggermente inferiori, intorno al 13-15%. È importante sottolineare che questi sono dati medi da studi clinici: la risposta individuale può variare significativamente, con alcuni pazienti che perdono più del 25% del peso e altri meno del 10%.
Come si assume CagriSema?
CagriSema è un’iniezione sottocutanea da somministrare una volta alla settimana, similmente a Wegovy o Ozempic. La penna pre-riempita contiene sia semaglutide sia cagrilintide in un’unica formulazione. Il trattamento inizia con dosi basse che vengono gradualmente aumentate nell’arco di 16-20 settimane fino a raggiungere la dose di mantenimento di 2,4 mg per entrambi i componenti. Questa titolazione graduale è cruciale per minimizzare gli effetti collaterali gastrointestinali.
CagriSema ha più effetti collaterali dei farmaci GLP-1 da soli?
Gli effetti collaterali più comuni di CagriSema sono gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, costipazione), simili a quelli osservati con semaglutide o altri GLP-1 agonisti. Negli studi clinici, circa l’80% dei pazienti ha riportato disturbi gastrointestinali con CagriSema, rispetto al 40% con placebo. Tuttavia, nella grande maggioranza dei casi questi effetti sono stati lievi o moderati e tendono a migliorare con il tempo. L’aggiunta di cagrilintide non sembra aumentare significativamente gli effetti collaterali rispetto a semaglutide ad alte dosi, ma sono necessari studi di confronto diretto per confermare questo aspetto.
Chi può beneficiare di più da CagriSema?
Sulla base dei dati degli studi clinici, CagriSema potrebbe essere particolarmente indicato per pazienti con obesità significativa (BMI ≥30 o ≥27 con comorbidità) che hanno provato altri approcci senza successo duraturo, o che necessitano di perdite peso sostanziali per migliorare comorbidità metaboliche come diabete tipo 2, steatosi epatica, apnee del sonno. La presenza del componente amilina potrebbe offrire benefici aggiuntivi per pazienti con problemi di fame emotiva o edonica, anche se questo aspetto necessita di ulteriori conferme cliniche.
Dr. Giuseppe Iovino e l’Approccio Integrato all’Obesità
Il Dr. Giuseppe Iovino è chirurgo bariatrico con esperienza pluriennale nel trattamento dell’obesità grave e delle sue complicanze metaboliche. Opera a Napoli presso strutture specializzate, dove offre un approccio multidisciplinare che integra chirurgia metabolica, terapia farmacologica con i farmaci GLP-1 attualmente disponibili, e supporto nutrizionale e psicologico.
Per pazienti con obesità moderata o che preferiscono un approccio farmacologico, vengono discusse le opzioni attualmente disponibili e quelle in arrivo nel prossimo futuro. Per pazienti con obesità grave che rispondono ai criteri per la chirurgia metabolica, vengono illustrati i benefici a lungo termine degli interventi bariatrici in termini di perdita peso duratura e risoluzione delle comorbidità. Spesso, chirurgia e farmaci non sono alternative contrapposte ma possono essere integrati: alcuni pazienti beneficiano di terapia farmacologica pre-operatoria per ottimizzare le condizioni metaboliche, altri possono utilizzare farmaci nel post-operatorio per massimizzare o mantenere i risultati.
È possibile richiedere una prima valutazione anche in telemedicina per discutere le opzioni terapeutiche più adatte al proprio caso specifico. L’obiettivo non è solo la perdita peso numerica, ma il raggiungimento di una salute metabolica globale che migliori qualità di vita, riduca i rischi cardiovascolari e consenta di mantenere i risultati nel lungo termine.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il consulto medico specialistico. Per una valutazione personalizzata del tuo caso, consulta sempre un professionista qualificato.
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